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Il termine "psicologia" deriva dagli etimi greci psyché (ψυχή) e logos (λόγος), che letteralmente possono essere tradotti come "studio dello spirito". Tuttavia non si tratta di una parola greca bensì di un neologismo, la cui creazione pare risalire al XVI secolo.[1]

Nell'antica Grecia il termine psyché fa riferimento a un'area semantica piuttosto ampia destinata a subire significative trasformazioni storiche. A seconda del contesto può significare anima, vita, soffio, spirito, coscienza e persino farfalla.[2]

"La cosiddetta psiche o farfalla si genera da bruchi che crescono su foglie verdi, principalmente di theraphanus, che alcuni chiamano crambe o cavolo. All'inizio è più piccola di un granello di miglio, ma poi si trasforma in una minuta
Simbolo in cornice
larva e in tre giorni diventa un piccolo bruco. In seguito continua a crescere, poi diventa quiescente e cambia la sua forma e ora è chiamata crisalide.

Il guscio esterno è duro ma la crisalide si muove se la si tocca. Rimane attaccata mediante filamenti simili a una ragnatela ed è sfornita di bocca e di qualsiasi altro organo apparente. Dopo qualche tempo il rivestimento esterno scoppia in pezzi e vola fuori la creatura alata che noi chiamiamo psiche o farfalla."

Aristotele (Stagira, 384 a.C. - Calcide, 322 a. C.) "Storia degli animali" (Libro V)


Anteriormente al VI secolo a.C. non si riscontra un uso del concetto di psyché in contrapposizione a quello di soma (σῶμα, corpo). Nei poemi omerici psyché rappresenta l'ultimo respiro, l'immagine di un defunto che si allontana dal cadavere per raggiungere l'oltretomba e il soma viene riferito al corpo privo di vita; il corpo vivente invece viene nominato attraverso le sue parti, le sue membra e le sue azioni quali espressioni anche degli stati d'animo.

Una trasformazione dell'impiego del termine psyché risulta da fonti dei secoli VI e V, passato a indicare la personalità del vivente, in modo particolare gli aspetti emotivi, e, occasionalmente in testi di autori tragici, utilizzato nel significato di organo della coscienza, a cui viene attribuita una capacità intuitiva soprannaturale. Ormai superata la concezione omerica e malgrado la varietà di accezioni, il vocabolo è comunque inteso nel senso di un principio vivificante il corpo al quale è strettamente connesso.

Accanto a tale concezione si viene però formando una nozione diversa, implicante un dualismo anima-corpo estraneo, sino a quel momento, alla cultura greca.


(Work in progress)

Note Modifica

  1. Per maggiori informazioni sull'etimologia del termine psicologia, v.
  2. F. Cattaneo e M. Guffanti, Mito, religione e filosofia nel pensiero greco, {Lezioni}